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Ciao...MariAnna Festival Culturale di Cerda (PA)


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L'ASSOCIAZIONE CIAO...MARIANNA di Cerda

COMUNICA CHE ,

CONSEGUENTEMENTE ALL'EMERGENZA CORONAVIRUS E NELL'ATTESA CHE TUTTO SI RISOLVA AL MEGLIO E QUANTO PRIMA,

LA SCADENZA DEI BANDI DI CONCORSO E' POSTICIPATA AL 30 APRILE 2020

PER DARE PIU SPAZIO E TEMPO PER ADERIRE E PARTECIPARE

CERTI DELLA VS ACCOGLIENZA, VI RINGRAZIAMO

Presentazione del libro "La signorina Marianna"


Instawalk e Caccia al tesoro

Nota bibliografica sull'illustre e saggio poeta popolare, il Maestro Calogero Rasa

Nacque l'8 Ottobre 1918 a S. Cristina Gela (PA), una delle cinque colonie albanesi di Sicilia. Perse il padre in tenera età e frequentò nel suo paese le scuole elementari. Notato dal Parroco per la sua vivace intelligenza, fu mandato a continuare gli studi presso il seminario "S. Maria dei Padri Basiliani" a Mezzojuso (PA). Scoppiata la seconda guerra mondiale venne destinato a Rodi, nell'Egeo. Quando le sorti della guerra volsero a sfavore dell'alleata Germania, fu prigioniero dei tedeschi per due anni e dopo molteplici avversità riuscì a ritornare in patria. Nel 1947 iniziò a lavorare a Cerda dove conobbe e sposò Vincenza Anzalone dalla quale ebbe quattro figli.

Nel febbraio 1948 vinse il concorso magistrale e iniziò il suo lavoro di maestro a Cerda. Diede inizio alla sua produzione poetica in dialetto con l'intento di salvaguardare dall'oblio i proverbi, espressioni di saggezza popolare. I suoi primi scritti (L'Onorevuli mancanti e Li cumizi di chiusura) sono costituiti su di essi. I temi ricorrenti nella sua poesia sono: l'amore per il lavoro che svolgeva (Lu maestru, Addiu a la scola); il ricordo accorato del terribile periodo di prigionia (Ricordu di la prigionia, Pani spartutu); il rifiuto di ogni forma di totalitarismo ed il rispetto per la democrazia (Li dui Napuliuna, Lu guvernu semu nui);

e ancora, l'attenzione verso i semplici oggetti della vita quotidiana (Lu chiovu, La zappa, La Pignata); la descrizione affettuosa ed attenta di quello che egli considerava il "suo paese" ( Ministoria di Cerda. La chiazza, Malluta, Casteddazzu); cantò inoltre le glorie cerdesi (La Targa Florio, Picchì l’ann’a livari?, A cacocciula). Il maestro Rasa definì le sue poesie "spigolature umilissime" ma, in effetti, egli riuscì non solo a parlare con cori di profonda umanità ed interiorità, ma anche di autentica poesia.

Biografia Maria Anna del castillo

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